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Memoria e Identità
Giovanni Paolo II
- "Memoria e identità" è la grande meditazione a cui Papa Giovanni Paolo II ha affidato il suo estremo messaggio all'umanità. È una riflessione sulla storia e sul mistero del male, incarnato nei grandi sistemi totalitari del Novecento come il nazismo e il comunismo che hanno prodotto l'Olocausto, i gulag, gli stermini di massa. È la testimonianza autobiografica di un uomo che ha lottato e sconfitto quel male. È un'indagine sui fondamenti etici della democrazia e dei diritti umani, sull'identità dell'Europa, potentemente plasmata dal cristianesimo fino alla frattura provocata dall'illuminismo, sulla missione della Chiesa, che custodisce in sé la memoria della storia umana. Introduzione di papa Benedetto XVI.
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Il Cantico dei Cantici
Anonimo (A cura di Guido Ceronetti)
- Il più grande testo d’amore di tutte le letterature. «Il mondo intero non vale il giorno in cui il Cantico fu dato a Israele, perché tutte le Scritture sono sante, ma Il Cantico dei Cantici è santissimo» (Rabbi Aqibà). «Solo quelli che hanno amato la Sapienza come una donna, e una donna (sublime cortesia, inaudito conoscere) come la Sapienza, hanno ricavato dal Cantico tutta la possibile luce» (Guido Ceronetti).
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Un ebreo marginale. Ripensare il Gesù storico Vol.1°
John P. Meier
- 1° di 4 volumi. "L'opera del Meier costituisce la biblioteca fondamentale sulla nascita, la vita e la morte di Gesù per il prossimo millennio" (B.L. Visotzky).
Il testo affronta il più grande enigma della ricerca religiosa moderna: chi era Gesù?
Questo libro rappresenta il primo tentativo esauriente di un biblista cattolico americano di trattare in maniera rigorosamente scientifica il “Gesù storico”. Per “Gesù storico”, Meier intende il Gesù che possiamo recuperare o ricostruire usando gli strumenti della moderna ricerca storica. Considerato lo stato frammentario delle fonti e la natura indiretta degli argomenti, il ritratto che ne deriva è incompleto e talvolta congetturale. Eppure, sostiene l’Autore, qualcosa si guadagna. L’“affermazione unanime” che emerge è aperta all’indagine ed al dibattito di tutte le parti interessate in eguale misura – cattolici, protestanti, ebrei, credenti e agnostici. Può servire come terreno comune per il dialogo ecumenico e per l’ulteriore ricerca.
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Gesù e Paolo. Vite parallele
Murphy O'Connor Jerome
- Grazie ad un lavoro di ricerca compiuto su numerose e differenti fonti pagane, ebraiche e cristiane - il grande biblista Murphy O'Connor offre ai lettori un attraente intreccio tra elementi storici, culturali e geografici che conducono alla scoperta di un vero e profondo parallelismo tra le vite di Gesù e di Paolo di Tarso. L'autore prende le mosse dalle discussioni sulla nascita, gli anni della giovinezza, l'ambiente familiare dei due grandi personaggi, procedendo poi ad esaminare nel dettaglio la loro formazione ed educazione, la classe sociale, la posizione economica, le circostanze politiche, le influenze culturali fino all'esperienza delle conversioni, fino alla loro morte. Una comparazione che conduce il lettore alla scoperta di nuove vie per comprendere il messaggio di Gesù, l'uomo - Dio e di Paolo, l'uomo di Dio e apostolo delle genti.
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Paolo. Un uomo inquieto, un apostolo insuperabile
Murphy O'Connor Jerome
- Jerome Murphy O’Connor è riconosciuto in tutto il mondo come un’autorità negli studi di Paolo. Domenicano, è docente di Nuovo Testamento presso l’École Biblique et Archéologique Française di Gerusalemme.
Grande esperto di Paolo e delle sue lettere (soprattutto 1-2Corinzi e 2Timoteo), come pure noto paolinista televisivo e radiofonico, ripropone in chiave “divulgativa” i frutti della sua ricerca, restituendoci un Paolo dal carattere forte, dagli eccessi d’ira mal celati, e dal destino poco trionfante.
Il centro del volume sta nel collocare il pensiero e l’azione di san Paolo nel contesto della complessa personalità dell’apostolo. L’autore tratteggia una cronologia narrativa della vita di Paolo in un contesto biografico che prende corpo dagli elementi intellettuali, emotivi e religiosi dell’apostolo: appassionato, contraddittorio e fallibile, con un caratteraccio insopportabile.
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Il Dio selvaggio. Per una fede critica
Maurice Bellet
- Bellet non teme gli ossimori, nemmeno quando si tratta di applicarli alla divinità: così, dopo aver appreso dalle sue opere precedenti che Dio può essere “folle” e “perverso”, scopriamo che Dio può essere anche “selvaggio”.Cosa vuol dire? Essenzialmente, vuol dire che Dio – se è Dio per davvero, e non se lo è secondo la nostra personale o collettiva idea di come vorremmo che fosse – non può venir chiuso in gabbia, in nessuna gabbia, né quella delle nostre categorie intellettuali (per quanto raffinate), né quella delle nostre convenzioni (per quanto diffuse e condivise), né quella dei nostri riti (per quanto antichi e tradizionalmente accreditati). Dio è selvaggio: viene “come un ladro nella notte” (1Te 5,2), come, dove e quando non ci aspettiamo e non possiamo prevedere né calcolare. Spesso la sua logica ci risulta incomprensibile; in più, il suo linguaggio non è quello affettato e lezioso delle buone maniere e delle frasi di circostanza, bensì quello ruvido e grezzo della sofferenza, unito a quello rovente e travolgente dell’amore. (Paolo Calabro il 6 marzo 2010)
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Rifondazione della fede
Vito Manacuso
- Una rivoluzione copernicana. Finora per parlare di Dio si mettevano in campo argomenti molteplici, questo libro ne fa piazza pulita. Finora per parlare di Dio c'era bisogno di punti d'appoggio, questo libro non ne ha. Finora per parlare di Dio si pensava al plurale, questo libro pensa al singolare. La fede, finora fondata su motivazioni esteriori, assume un volto nuovo. Il lettore si ritrova al centro di una rivoluzione che lo libera dalle protezioni e dai legami che lungo i secoli gli sono stati posti lungo il cammino. Il libro è un invito alla solitudine dell'anima e ai misteri che vi sono nascosti
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Il Vangelo perduto e ritrovato. La Fonte Q e le origini cristiane
Luigi Schiavo
- La 'Fonte Q' - da Quelle, fonte in tedesco - è un ipotetico documento, probabilmente il più antico testo cristiano, che si suppone sia stato utilizzato nella composizione dei Vangeli sinottici e la cui esistenza è ancora oggetto di studio e dibattito tra gli studiosi, essendo sostenibile solo per deduzione. Se confermata, la Fonte Q può essere considerata una delle maggiori scoperte letterarie del cristianesimo antico, capace di proiettare una nuova luce sulle origini del movimento cristiano. La sua importanza consiste nel fatto che, ambientabile nella Galilea degli anni 40-50, essa sarebbe anteriore a qualsiasi altro vangelo giunto fino a noi e ciò ne fa il testo di riferimento dei primissimi discepoli di Gesù. Dallo stile lineare e chiaro, lo studio risponde a numerose questioni relative alla Fonte Q, del cui testo propone, in appendice, un'ipotesi di ricostruzione, e costituisce anche per i non specialisti un valido strumento di introduzione alle problematiche del cristianesimo primitivo. Sommario: Introduzione. 1. L'ipotesi dell'esistenza di un documento perduto: la "Fonte Q". 2. La natura apocalittica di Q. 3. Il dibattito sull'interpretazione della Legge: la questione centrale di Q. 4. La cristologia di Q: Gesù, il grande segno. 5. La comunità di Q: ricostruzione storica e sociale. Conclusione. La Fonte Q e la tradizione del Cristianesimo palestinese. Bibliografia. Appendice. Il testo ricostruito della Fonte Q.
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Oltre la Bibbia. Storia antica di Israele
Mario Liverani
- Mario Liverani insegna Storia del Vicino Oriente antico all'Università di Roma "La Sapienza", è accademico dei Lincei e membro onorario dell'American Oriental Society. Dirige la missione archeologica nell'Acacus, nel Sahara libico. In questo volume ripercorre la storia antica di Israele, prendendo atto dei risultati della critica testuale e letteraria applicata ai testi biblici, dell'apporto dell'archeologia e della epigrafia, e facendo propri i criteri della moderna metodologia storica.
Questo testo riconduce la nascita d'Israele alla sua realtà storica. Tenendo assieme la critica letteraria dei racconti biblici. Liverani riporta i materiali testuali all'epoca della loro redazione, ricostruisce l'evoluzione delle ideologie politiche e religiose. Emergono così la storia normale dei due piccoli regni di Giuda e d'Israele, analoga a quella di tanti altri piccoli regni locali, e la storia inventata, che gli esuli giudei costruirono durante e dopo l'esilio in Babilonia. Gerico non è crollata al suono delle trombe di Giosuè, la conquista della Terra Promessa non è mai avvenuta così come narrato, Salomone non aveva un grande regno e forse il Dio del Sinai…"
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Tra di voi non sia così. Il Vangelo di Marco
Luigi Schiavo
- I primi cristiani, dispersi nel grande impero romano, avevano un problema: come far comprendere che Gesù di Nazareth, ucciso sulla croce - il terribile patibolo riservato agli schiavi e ai rivoltosi - era in realtà il Figlio di Dio risorto e vivo per sempre?Il Vangelo di Marco è rivoluzionario: presenta l'insegnamento di Gesù come una contro-ideologia che si oppone alla struttura di dominazione dell'impero romano."Tra di voi son sia così..." è la richiesta che Gesù fa ai suoi discepoli di ieri e di oggi, perché l'annuncio del Regno mantenga la sua trasparenza, la sua forza e sia capace di trasformare l'utopia in realtà.
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